LA BANDA

Siamo la prima Scottish Pipe Band del Nord Italia. Fin dal 1998 diffondiamo la musica e la storia delle bande militari scozzesi in concerti, serate, matrimoni, workshop, manifestazioni storiche e ricorrenze tradizionali.
Siamo lieti di incontrare e accogliere chiunque condivida la nostra passione, o di insegnarla a chiunque la voglia conoscere.

La Claymore Pipes and Drums Band è nata con l'intento di riscoprire e approfondire l'identità e l'eredità culturale della Scozia, così come ci è stata tramandata attraverso i secoli.

IL NOME

La banda prende il suo nome da un'arma: la Cladh Mohr, (= spada grande) termine modernizzato in Claymore. Si tratta della spada tipica della Scozia medievale, e venne usata comunemente dal 1300 fino quasi al 1700. Veniva normalmente usata a due mani, ma era più corta delle altre spade analoghe inglesi e continentali (140 cm in media contro 150-180cm). La sua maggiore maneggevolezza la rendeva quindi adatta a una scherma decisamente più veloce, ma altrettanto devastante.

La caratteristica distintiva, però, consisteva nella forma dell'elsa, piegata verso la punta dell'arma, al fine di permettere il disarmo dell'avversario catturandone la lama. Questo tipo di tecnologia e di tecnica, all'epoca ancora poco comune, verrà poi ripresa e perfezionata nelle migliori spade e strisce del XVI e XVII secolo.
Questo tipo di spada rappresenta forse meglio di altri oggetti il carattere guerresco e fiero della società della Scozia classica, in cui clan familiari erano in stato di guerra quasi permanente tra di loro, in cui tutti gli uomini abili giravano normalmente armati anche per accudire alle faccende più comuni, e in cui inganni e tradimenti erano all'ordine del giorno.
Molti episodi di questo passato burrascoso rivivono nei titoli (e spesso nelle melodie) di numerosi pezzi classici per cornamusa (due titoli per tutti: The Lament for the Little Supper e The Piper's Warning to His Master).

IL CREST

Abbiamo preso a prestito lo stemma del clan dei MacMillan per farne il nostro crest. E questo per due ragioni fondamentali.
La prima è che nel crest viene rappresentata proprio una Claymore, immortalata nel momento stesso in cui sta per vibrare un micidiale fendente.
La seconda ragione è che.. be'! tra (Mac)Millan e Milano, ovvero la città in cui la banda è nata ed è attiva, l'assonanza è piuttosto ovvia.
A tal proposito vale la pena di ricordare un altro curioso caso di assonanza, che ha dato origine a una leggenda la cui fondatezza gli storici sono tuttora intenti a valutare. La grande musica classica per cornamusa scozzese è nata nel XVI secolo, ad opera dei membri della famiglia MacCrimmon, che erano piper ereditari dell'allora signore dell'isola di Skye. Molti ritengono che proprio loro abbiano sviluppato la tecnica peculiare che oggi conosciamo, con i tipici embellishments. I MacCrimmon, comunque, hanno composto numerosissimi brani, molti dei quali sono stati tramandati oralmente fino al XVIII secolo, quando sono stati poi registrati in una forma particolare di notazione musicale (il cosiddetto canntaireachd).
Le origini della famiglia MacCrimmon si perdono nelle nebbie del passato. Alcuni studiosi, però, hanno avanzato la supposizione che il loro nome significasse "da Cremona" e, pertanto, testimoniasse una loro origine italiana. Secondo questi studiosi, una tale origine potrebbe spiegare il mistero del genio musicale, in quanto l'Italia era a quel tempo all'avanguardia in questa arte, grazie ai musicisti delle raffinate corti rinascimentali.
Non abbiamo, purtroppo, ancora avuto notizia che qualche studioso abbia avanzato simili ipotesi su un'origine milanese dei MacMillan.
D'altronde la maggior parte degli studiosi insiste comunque nell'attribuire ai MacCrimmon un'antica (benchè, forse, meno originale) origine normanna.

L'UNIFORME

La banda veste il tartan e i simboli del clan MacKenzie, in quanto clan di appartenenza della famiglia del cofondatore Emmanuel Meyer.
Questo importante clan ha posseduto per lungo tempo lande amplissime nella regione del Ross-shire, nelle Highland. In effetti, come si vede nella cartina, verso la fine del XVII secolo, il territorio dei MacKenzie era il maggiore tra tutti i clan della Scozia.

Il clan è sempre rimasto fedele al re di Scozia, fin dalle sue origini. Il suo motto Cuidich 'N Righ, infatti, significa "Aiuta il Re". Lo stemma originale (crest) del clan mostra la testa di un cervo sanguinante. L'immagine di riferisce a un certo giorno del 1263, in cui Colin MacCoinneach (l'antica pronuncia di MacKenzie) salvò il Re Alessandro III da un grosso cervo imbizzarrito che lo stava assalendo, colpendo l'animale precisamente alla testa con una freccia. In seguito a questa prodezza, nonchè alla vittoria riportata nello stesso anno contro il re normanno Haco presso Largs, il Re elevò il valoroso Colin alla baronia di Kintail, e gli diede il diritto di fregiarsi del titolo ereditario di Guardia del Corpo Reale.

Proprio questa fedeltà al re di Scozia (o ai pretendenti a tale trono) fu però causa di un profondo declino del clan dopo l'integrazione nel Regno Unito (avvenuta nel 1707) e, in particolare, in seguito alle fallimentari rivolte (cosidddettte ";Giacobite") del 1715 e del 1745.

L'attuale crest del clan fu introdotto solo nel XVII secolo, in seguito al matrimonio di Sir Roderick MacKenzie con Margaret, erede dei Macleods of the Lewes. Sir Roderick decise di adottare lo stemma della moglie, che rappresenta una montagna in fiamme e il motto latino Luceo non Uro, quindi: ";Illumino ma non brucio".

Secondo una tradizione trasmessa anche attraverso un antico brano per cornamusa (The MacKenzies' March), questo simbolo rappresenta una prominente collina conosciuta come Tulloch Ard (= la collina alta) su cui si ergeva il sistema di segnalazione di pericolo incombente del clan (costituito, naturalmente, da una specie di braciere). Per questo motivo Tulloch Ard veniva spesso confusa con un vulcano.
Tra l'altro Tulloch Ard è anche l'urlo di guerra del clan.

Un'antica dimora fortificata dei MacKenzie è il castello di Eilean Donan, ovvero il castello più fotografato delle Highland e della Scozia in generale: è presente in film, cartoline, copertine di CD, depliant dell'ufficio del turismo...
Il sito riveste da sempre importanza strategica: reperti archeologici confermano che in questa località esistevano già delle fortificazioni al tempo dei Pitti, l'antichissima popolazione celtica che viveva in Scozia prima dell'arrivo dei Romani.

In questo castello trovò rifugio, secondo la tradizione, Robert the Bruce (personaggio di cui il film Braveheart offre un ritratto scialbo e anacronistico) nel periodo in cui, molto prima di diventare re, doveva nascondersi perchè inviso a buona parte dei clan, e braccato dagli Inglesi.
Purtroppo l'attuale costruzione è un rifacimento del 1930, in quanto l'edificio originale fu fatto esplodere nel 1719, dopo essere stato usato come accampamento dai mercenari spagnoli assoldati dal clan durante la prima Rivolta Giacobita.

Per approfondire queste poche note sul clan di cui ci onoriamo di portare i colori, potete senz'altro visitare il sito della Clan MacKenzie Society.